venerdì 12 agosto 2016

Silenzio sono stanco straziato spento

Silenzio, sono stanco, straziato, spento.

Silenzio, necessità impellente, soccorso imminente per spegnermi velocemente, senza più indugiare.

Silenzio sono stanco straziato spento
Silenzio sono stanco straziato spento
Silenzio, fate silenzio e lasciate che m'appassisca che ogni fievole luce si spenga che ogni stilla d'acqua limpida s'asciughi, cosi che ogni radice si secchi.
Silenzio, colpa mia, necessità inconsueta di bere da un bicchiere vuoto, cibarsi di nulla, stringendo solo aria.

Silenzio, lasciate che paghi le mie colpe, saziatevi delle mie fatiche e gettate via i resti che non s'abbia più traccia alcuna di me.

martedì 2 agosto 2016

Ultimo atto d'amore

Ultimo atto d'amore, gesto disperato nato dall'estremo bisogno che ho di te.


Ultimo atto d'amore, ti lascio...sei libera di vivere, amando chi amore saprà darti, di vivere per chi saprà viverti, cosi come è giusto che sia.


Ultimo atto d'amore il mio, quello di lasciarti libera di aprire il tuo cuore non più prigioniero di un anima maledetta, destinata a soffrire, nata per morire.

Ho deciso, non più verrai con me nel buio tetro di un precipizio che fine mai avrà, la cui profondità nella notte dei tempi perduta sarà... ho capito come sciogliere il bozzolo che cosi teneramente avevo tessuto con amore disperato, usando l'ago dell'insana mia follia per trafiggere e legare ciò che ci seperava.

Legata non sarai più a me, nessun obbligo ti condizionerà, perchè io con un ultimo atto d'amore la strada ti mostrerò e tu, alito di vita mio unico, senso di delicata e sopraffina letizia per il mio cuore, libera sarai di spiccare il volo, spiegando le tue ampie ali verso un nuovo cielo azzurro che sarà pronto ad accoglierti.

Se esiste un sogno per vivere una, cento, mille vite, sarà quello che il tuo nome avrà, che il tuo sorriso elargirà, che le sembianze del tuo viso porterà!

Sogno sublime delle mie notti, luce delle mie giornate, quanto amore mi hai donato, quanto importante mi hai fatto sentire...cosi tanto che il mio cuore non ha saputo reggere e gestire cosi tanta bontà.

Ultimo atto d'amore, sarà quello che farò: ma ti guiro che ogni attimo della mia vita dedicherò per pregare e vegliare sulla tua felicità, sulla tua sicurtà, affinchè nulla di male ti accadrà, cosi che le tante sofferenze che il mio demone ti arrecò, forse un giorno ripagherò, ed io libero di precipitare nel mio oblio sarò.

lunedì 23 maggio 2016

Peccare contro il cielo per un Sogno

Peccare contro il cielo, contro Dio per un sogno, quello mio: ma l'ho fatto soltanto perchè credevo potessi vivere una vita e crescere quel sogno anche io.


Peccare si, ho sbagliato anche e fallito in tutto ed ancor di più: ma soltanto perchè sognavo che potessi essere protagonista per qualcuno, almeno per voi due: frutto del mio seme, fiori dei miei sospiri, petali delle mie ansie.

Peccare contro il cielo per un Sogno
Peccare contro il cielo per un Sogno
Quanta ricchezza ho sperperato per te che regina mai mi fosti, versato a fiumi l'acqua cristallina del mio amore, solo per te che giaciglio mai mi desti, che calore da sempre mi negasti: morir di freddo gelido soltanto ebbi io da te.

Tanta paura, troppi sensi di colpa, il terrore del peccare per qualsiasi pensiero che la Madre Natura da che mi formò al mio essere donò, io frutto amaro del tuo grembo per errore fatale fui: mentre la mia mano andava giù come spinta, trascinata da una forza irrefrenabile, incontenibile, la paura, il terrore di sporcare l'anima esplodeva al pari del fuoco intrinseco che la mia vita pretendeva ch'io pagassi.

Mai sicurtà mi deste, solo un momento precario e sicuro mal'essere...fuoco freddo e malinconia furono compagni d'infanzia durante la vita mia: il terrore di sbagliare, la paura di osare...il mio sogno intanto cresceva e di cibarsi pretendeva.

Costrizione e dovere furono insegnanti elementari, che il mio sogno annichilivano, ma lui smettere di cercare il suo cibo non voleva: e nel mentre la mia mano scendeva.

Vivere nel peccato di sognare, doversi nascondere soltanto per amare, simulare per capire, fino a che la mia vita come pula al vento si spandeva e poi spariva: ed il mio sogno che urlava, senza che ci fosse nessuno che l'ascoltava!

Poi la fine che giungeva come schiavitù lo legava con catene eterne il mio sogno strangolava: rantoli languenti ed urla incessanti, il mio sogno ormai appena respirava e la mia anima piangeva.

Il male dilagava ed io dalla tempesta risucchiato ero, senza che nessuno s'accorgesse, quanto amore stava per morire: la mia voce sorda a tutti, il mio sangue trasparente, le mie ossa spezzate senza che rotte potessero sembrare.

Nulla innanzi a me, solo vuoto infinito il cui grigio colore domina imperituro: la mia mano ormai non va più giù, resta ferma, fredda inanimata: ed il mio sogno che di tornare non ne vuol più.

sabato 30 aprile 2016

Insieme a noi da 34 anni

Lei sta con me da 34 anni ed è ancora bella e rigogliosa nonostante una piccola macchia scura.

Un tronchetto della felicità, che una amica mia e di mio marito ci regalò come buon augurio alla nostra unione. Era un piccolo ciuffetto verde che spuntava da un tronchettino piccolo al massimo 2 centimetri di diametro. Mi presi cura di questo "ciuffetto verde" ogni giorno e anche se non è diventata un gigante, ora cresce su di un tronco di 10 centimetri di diametro.

L'ho sentita tanto legata a noi, da tenerla in gran considerazione e curarla così come ho curato il nostro amore, con la netta sensazione che trascurando lei, avrei minimizzato l'importanza del nostro sentimento. Tanti amici, incontrati negli anni, dopo aver ascoltato la storia di "ciuffetto", si convincevano che la pianta in qualche modo ci aveva portato fortuna, anzi, la ritenevano responsabile della buona riuscita della nostra unione, tanto da chiedermi una piantina strappata dal tronco di "ciuffetto", decisi a far funzionare la loro storia con la benedizione di una piantina porta fortuna.

Lei è cresciuta e noi siamo invecchiati, lei è diventata più pesante ogni anno e io con meno forza ogni anno. Come ogni primavera, la metto fuori davanti casa in modo che prenda un po' di luce e un po' di tepore dal sole primaverile. Ma giornate calde con sole forte mettevano in serio pericolo la nostra pianta. Il tronchetto non vuole sole forte e diretto e richiede molte annaffiature, ama l'acqua fresca e abbondante. Con un terriccio appesantito di qualche litro d'acqua, il vaso era divenuto così pesante che, anche trascinarlo all'ombra sotto all'albero dove passa ogni estate, mi risultava difficile se non quasi impossibile, tanto da chiedere aiuto a mio marito, che mi rispose:" Dopo la metto sotto all'albero, dopo".

Dopo, ma cosa significa dopo? Dopo cosa e sopratutto, dopo quando? Il dopo è un tempo indefinito secondo me, che si misura solo con una scala di priorità, e probabilmente la pianta era in fondo alle priorità di mio marito. Il tronchetto della felicità lo trascinai io raccogliendo tutte le forze che mi erano rimaste e anche con uno sforzo ulteriore, tanto da procurami un bel mal di schiena.
La pianta era al sicuro sotto l'albero, anche se con una bella macchia scura nella foglia centrale, procurata dall'esposizione diretta al sole.

Mentre la guardavo mi sono resa conto che la pianta ci ha accompagnati in tutti questi anni perché io me ne sono presa cura; per una volta che doveva farlo mio marito, una bella cicatrice ha segnato le foglie più tenere. Forse non è stata lei a portare fortuna alla nostra unione, ma l'amore con cui me ne sono presa cura, lo stesso amore che ho dedicato a lei. Ho capito che non ho mai delegato mio marito a farlo perché la mia priorità era quella: l'amore che c'è fra noi e il bisogno di cura che ha, esattamente come una piantina riesce a crescere tanto da diventare intrasportabile, e come una pianta cresciuta, l'amore ogni anno richiede una fatica in più per ravvivarlo e rinfrescarlo ogni primavera.

A Natale ero così bella!

giovedì 30 aprile 2015

Appuntamento a Parma!

il linkazzo del skritore: Appuntamento a Parma!: Terzo appuntamento col nuovo Corradino. Imperdibile per chiunque abbia la fortuna di stare nei paraggi (cioè più o meno nella zona fra ...



lunedì 22 dicembre 2014

Natale 2014

BUON NATALE A TUTTI VOI


Giuseppe Ungaretti, Natale
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

venerdì 12 dicembre 2014

Questo è un uomo che ha fatto qualcosa di straordinariamente incredibile

Brunello Cucinelli è uno stilista, imprenditore e filantropo italiano. Quest'anno, 2014 ha ricevuto dalla sua azienda con un attivo societario di 5milioni di euro, come ogni anno, del resto lui è il "Re" del cashmere. Un suo completo da uomo arriva a costare 10.000 euro, daltronde una pochette da taschino costa 165 euro. Cucinelli fa un prodotto d'eccellenza di lusso, e fa alti guadagni, e lui che fa? DIVIDE CON I PROPRI DIPENDENTI IL PRORPIO UTILE SOCIETARIO (5milioni di utili)

E' così che Brunello Cucinelli farà trovare nella busta paga di dicembre dei suoi 783 dipendenti, un bonus da seimila euro circa. "Questo vuole essere un dono di famiglia" – ha precisato Cucinelli a chi gli domandava le ragioni di questo gesto di forte significato, in un contesto di enorme criticità quale quello attuale – "qualcosa che va al di là dell’azienda che è quotata in Borsa, abbiamo voluto dare un premio a chi è cresciuto insieme a noi e l’abbiamo comunicato ai dipendenti".

Un uomo che da una lezione a tutti, Cucinelli sa che la "forza lavoro" sono le fondamenta delle aziende e che man mano che l'azienda cresce, le fondamenta vanno rinforzate. In una azienda come questa, un dipendente si sente il dovere di fare la sua parte anche incalzando colleghi fannulloni. E
questa non è la prima volta che Brunello Cucinelli sale alla ribalta delle cronache per azioni lodevoli come questa:

Tra gli anni ’80 e gli anni ’90, la società era stata protagonista dei lavori di restauro e di riqualificazione del Borgo medioevale di Solomeo (città nella quale ha sede la società), mentre tra il 2002 e il 2008 l’azienda è parte integrante delle attività di supporto alla realizzazione del complesso “Foro delle Arti”, con un teatro, un anfiteatro e un giardino pensile, oltre al finanziamento del restauro della casa dell’Accademia, sede della Biblioteca Neoumanistica. Più recentemente, nel 2011, la società ha finanziato i lavori di restauro dell’Arco Etrusco di Perugia. Nel 2012, la società ha fondato la Fondazione Brunello Cucinelli, finalizzata ad iniziative culturali pertinenti all’ideale etico ed umanistico, con pubblicazione di saggi e studi specialistici, istituzione di borse di studio, corsi di aggiornamento e di formazione culturale.
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